📜 ??? 3° parte

Escalation convenzionale

Anche se l’uso di armi nucleari contro l’Europa, nelle circostanze attuali, causerebbe più danni che benefici, la Russia dovrà valutare come affrontare gli europei per porre fine a questo conflitto con una soluzione militare – una guerra con l’Europa, si badi bene, non con l’Ucraina.
Il libro bianco di Karaganov risale al giugno 2023: a quel tempo, l'”Oreshnik” non esisteva ancora. Quest’arma è stata impiegata per la prima volta il 21 novembre 2024 contro il più grande complesso di difesa ucraino, la fabbrica “Yuzhmash” a Dnipro. Diversi piani sotterranei sono stati completamente distrutti, e questo senza alcuna testata, unicamente grazie all’energia cinetica dell’arma. Avevamo riportato questo evento nell’articolo “Putin mette sotto scacco la NATO: un motivo di speranza?“.
L’Oreshnik vola a una velocità di Mach 10, il che rende quest’arma invulnerabile. I sistemi di difesa occidentali sono efficaci contro bersagli fino a una velocità di Mach 3. Inoltre, secondo le prime stime, l’Oreshnik ha 6 testate, ognuna delle quali a sua volta suddivisa in tre sub-testate. Questi 18 proiettili in totale possono essere programmati per colpire obiettivi diversi e sono guidabili individualmente. La sola energia cinetica derivante da una velocità di Mach 10 rende l’impatto di quest’arma difficile da immaginare e la avvicina al potere distruttivo di un’arma nucleare tattica.
La Russia possiede quindi certamente mezzi di escalation al di sotto della soglia nucleare, mezzi che, in termini di efficacia, si avvicinano tuttavia alle armi nucleari tattiche. L’esperto militare americano Scott Ritter aveva fornito informazioni dettagliate su quest’arma il 26 novembre 2025 in “Il fattore Oreshnik” – un pezzo altamente raccomandato.

Sebbene Karaganov nelle sue apparizioni pubbliche abbia menzionato l’Oreshnik sin dal suo primo impiego, non sembra disposto ad includerlo nelle sue considerazioni strategiche come alternativa alle armi nucleari.

Una possibile strategia
L’Europa appoggia le azioni dell’Ucraina da ben prima del 2022. Ormai i leader europei sostengono apertamente una strategia di “guerra senza fine” contro la Russia, una strategia che si limita a mascherare con una retorica vuota il ruolo dell’Europa come aggressore. Le sole parole non bastano a convincere un aggressore della gravità delle sue azioni. La Russia deve fare di più che inviare un segnale; l’uso della forza militare contro l’Europa stessa è oggetto di dibattito.
Le informazioni relative agli obiettivi degli attacchi, così come le loro coordinate, provengono dai satelliti NATO, dai droni di sorveglianza e dagli aerei. L’imposizione di una no-fly zone sul Mar Nero rappresenterebbe un primo passo. Gli Stati Uniti avevano adottato questa misura diverse volte negli ultimi decenni; ad esempio, in Iraq (1991-2003), in Bosnia ed Erzegovina (1993-1995) e in Libia (2011).

L’Occidente nel suo complesso protesterebbe con veemenza contro una simile misura, appellandosi al diritto internazionale. Un argomento debole, proveniente da Paesi che hanno creato il problema ucraino e che sostengono il genocidio in Medio Oriente, il rovesciamento di Maduro e l’attacco all’Iran. Questa  no-fly  zone dovrebbe essere imposta con la forza militare fin dal primo giorno.

Il secondo passo consisterebbe nell’annuncio che, entro 24 ore da un altro attacco contro obiettivi all’interno della ​​Russia, seguirebbe una risposta militare contro gli impianti di produzione dei Paesi che fabbricano, forniscono e fanno manutenzione alle armi utilizzate nell’attacco. Un simile attacco, tuttavia, dovrebbe provocare la distruzione completa [dell’obiettivo] e non limitarsi a fungere da segnale.

La terza fase di escalation consisterebbe nell’annuncio della distruzione dei centri decisionali in Europa e nell’attuazione di tale piano. Ciò include i centri di comando militari, le sedi dei servizi segreti competenti e, in un’ulteriore escalation, le sedi del potere governativo.

Conclusione
La situazione per la Russia è estremamente grave. La NATO sembra essersi abituata a condurre una guerra contro la Russia “da una distanza di sicurezza” e senza subirne le conseguenze negative. Se la Russia non frena immediatamente le mire espansionistiche della NATO ciò rafforzerà ulteriormente la strategia dell’Occidente di indebolire la Russia in modo permanente: la cosiddetta ” guerra senza fine “.
Le strategie e le possibili risposte russe qui discusse hanno il vantaggio di portare ad una decisione, ma comportano anche il rischio reale di arrivare alla Terza Guerra Mondiale. Una simile escalation dovrebbe essere sostenuta solo da coloro che sono disposti a sacrificare la propria vita e quella dei propri cari, da entrambe le parti del fronte. Questo si addice certamente di più alla mentalità russa che a quella occidentale.
Resta da vedere come la Russia valuterà la situazione attuale e quali conclusioni trarrà. Tuttavia, il rischio di un’escalation su vasta scala è, in ogni caso, significativamente più alto di quanto l’opinione pubblica vorrebbe credere.

Peter Hanseler / René Zittlau

https://comedonchisciotte.org/si-sta-ripetendo-il-1914-scoppiera-una-guerra-aperta-tra-leuropa-e-la-russia/