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Visualizzazione dei post con l'etichetta Venezuela

📜 Integrazione

La mia amica russa ha scritto un post su quanto è successo in Venezuela. Inizio anno pessimo tanto che ritengo l'augurio di "buon" sia indice di sfiga. Perciò ho deciso di non augurarlo più a nessuno. Dicevo il mio post si intitola Integrazione, perché sento di dover integrare ciò che Irina ha preferito omettere per non allungare il suo post.  Su Facebook ho trovato questo ottimo promemoria. Ripassarlo non fa male. Mi sono permessa solo di aggiungere il 2003 Iraq.  ⁃ 1898 – Guerra ispano-americana: gli USA strappano le Filippine alla Spagna.   ⁃ 1903–1914 – Occupazione americana di Panama.   ⁃ 1911–1925 – Sei interventi militari USA in Honduras.   ⁃ 1914–1934 – Occupazione di Haiti da parte degli USA (20 anni).   ⁃ 1916–1924 – Occupazione della Repubblica Dominicana.   ⁃ 1917–1933 – Occupazione militare di Cuba.   ⁃ 1947–1949 – Truppe statunitensi appoggiano i fascisti nella guerra civile in Grecia.   ⁃ 194...

📜 Articolo - parte 5°

Pubblico il commento di Irina a completamento dei miei post precedenti. Nicolás Maduro non è mai stato un narcotrafficante. La droga negli Stati Uniti proviene dalla Colombia e dal Messico, il 90%, e solo il 10% dal Venezuela. Maduro combatte personalmente la mafia della droga. Quel 10% è costituito da semilavorati provenienti dalla Colombia, e laboratori clandestini nella giungla venezuelana producono cocaina. La coca non viene coltivata in Venezuela. Le piantagioni vengono trovate e bruciate. Gli americani sono abituati a derubare altri paesi. Ora tocca al Venezuela. È un paese indipendente e sovrano. Nicolás Maduro è un presidente eletto democraticamente. Grazie amica russa per il tuo contributo che reputo una perfetta sintesi al discorso Venezuela - Maduro - America 

📜 Articolo - parte 4°

Il Venezuela risponderà agli Usa di Trump? Messe sul piatto della bilancia, le forze dei due Paesi non potrebbero essere più diverse. Gli Usa sono decisamente superiori, al punto da progettare anche un'invasione di terra, ed è altamente improbabile che l'esercito venezuelano riesca a contrastare l'aggressione. Ma il presidente Nicolas Maduro ha altre opzioni sul tavolo. Il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino Lopez, ha annunciato l'attivazione della "fase avanzata" del Piano Independencia 200, un meccanismo di risposta militare approvato a settembre per rafforzare le misure di difesa contro la presenza statunitense nei Caraibi. Alle esercitazioni hanno oltre 200mila soldati venezuelani. Più che il numero, a colpire è la compattezza di truppe e popolazione nel voler respingere "l'aggressore imperialista". La dottrina militare del Paese deve molto alle idee di Hugo Chavez e si basa sul principio che civili e militari siano tutti ...

📜 Articolo - parte 3°

Missione: riportare il petrolio sotto il dollaro Usa  Ed eccoci giunti al punto. Il Venezuela ha le riserve di petrolio più grandi del mondo ed è uno dei principali produttori. E il problema maggiore è che ne vende una grande quantità alla Cina, che nel frattempo è diventata il centro di un mercato parallelo di idrocarburi che connette tra loro anche Russia, Iran e Paesi arabi.  Nel concreto, vuol dire che una fetta consistente del mercato globale del petrolio non fa più riferimento al dollaro per gli scambi, ma allo yuan cinese. Una situazione che compromette molto il potere e la presa della moneta statunitense sugli altri Paesi. Non a caso, il settore degli idrocarburi venezuelano è bersaglio delle sanzioni americane da anni e, adesso, anche del contenimento marittimo compiuto dalle navi di Washington. Le navi cariche di barili non riescono cioè a partire alla volta di Pechino e degli altri clienti. L'obiettivo a lungo termine degli Usa è dunque riportare sotto il potere del...

📜 Articolo - parte 2°

Cosa vogliono gli Usa dal Venezuela?  Iniziamo col valutare i veri obiettivi strategici dell'amministrazione Trump, che sono sostanzialmente tre: contrastare la penetrazione di Cina e Russia in un Paese affacciato su un mare comune; riagganciare al dollaro parte del mercato del petrolio globale, finito sotto lo yuan cinese; aumentare la pressione sul regime di Nicolas Maduro, preparando il terreno a un cambio di regime che introduca un governo più remissivo. Gli Usa hanno impiegato quasi un soecolo a diventare un'isola geopolitica, cioè a rendere colonie o innocui gli Stati del loro continente. Domare il "ribelle" Venezuela risponde a questo imperativo strategico per restare la superpotenza mondiale.

📜 Articolo - parte 1°

Ho trovato questo interessante articolo... Direi molto preciso...  Perché gli Usa vogliono fare la guerra al Venezuela: cosa succede...  Negli Usa la chiamano "drug boat war", la guerra alle barche che trasportano droga. Eco esplicito della "war on drugs" inaugurata già da Ronald Reagan quasi mezzo secolo fa. Il nome ufficiale dell'operazione militare contro i "narcoterroristi" venezuelani è però "Southern Spear", "lancia meridionale" puntata contro il regime di Nicolas Maduro. Pura propaganda americana, alla quale sono rimasti in pochissimi a credere. La contesa col Venezuela, la militarizzazione delle acque caraibiche, la spinta per un cambio di regime anche dall'interno (tramite le opposizioni) e gli attacchi a (finora) piccole unità navali rispondono a logiche più profonde, di carattere geopolitico ed economico. Caracas, come in passato, non è certo rimasta a guardare e ha annunciato un importante dispiegamento di forze in r...