Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, la democrazia è stata considerata il fondamento di un ordine politico e morale nuovo, capace di garantire libertà, uguaglianza e diritti universali. Eppure, negli ultimi anni, abbiamo assistito al riemergere di nazionalismi, populismi e regimi autoritari che, alimentando l’odio e la contrapposizione, erodono i principi stessi della convivenza civile. La democrazia, infatti, non è mai acquisita una volta per tutte, ma vive nella responsabilità quotidiana di ciascuno di noi e muore quando prevalgono indifferenza, menzogna e rifiuto del dialogo.
I Giusti per la democrazia sono coloro che si oppongono alla violenza, difendono la libertà di pensiero, si battono con coraggio per affermare il valore del pluralismo e del dialogo. Sono donne e uomini che, con gesti spesso silenziosi, si fanno custodi dell’etica della nonviolenza, del rispetto reciproco e della dignità umana.
In un tempo in cui la propaganda, la manipolazione delle informazioni e l’uso dell’odio come strumento politico mettono a rischio la vita democratica, questi Giusti ci ricordano che la democrazia è prima di tutto un atto di coscienza, uno stile di vita fondato sull’ascolto, sul dissenso costruttivo e sulla verità. È attraverso il loro esempio che impariamo a difendere la democrazia, riscoprendo il valore del dialogo e della responsabilità verso l’altro.
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La storia di Lorenzo Perrone che salvò Primo Levi.
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