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Si sta ripetendo il 1914? Scoppierà una guerra aperta tra l’Europa e la Russia?
L'attenzione di tutti è concentrata sulla guerra in Iran. Tuttavia, anche il conflitto tra Europa e Russia potrebbe intensificarsi da un momento all'altro. Attraverso l'Ucraina, gli europei stanno conducendo una guerra diretta contro la Russia: l'orso, alla fine, si sveglierà e contrattaccherÃ
Introduzione
Lo scoppio della guerra nel 1914 colse di sorpresa molti, ignari del fatto che gli inglesi avessero teso una trappola ai tedeschi, trappola che si chiuse nell’estate del 1914. 100 anni dopo, Christopher Clark scrisse il bestseller “The Sleepwalkers: How Europe Went to War in 1914“, insinuando che la guerra fosse stata involontaria e evitabile. Come in tutte le grandi guerre, gli inglesi non lasciarono nulla al caso: tutto fu calcolato e il colpevole fu identificato fin dal primo giorno di guerra: la Germania. Una falsità che persiste nei libri di storia ancora oggi. Britannici e americani ebbero un ruolo anche nello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Anche dopo questa guerra, entrambi riuscirono a presentarsi come grandi liberatori (vedi il nostro articolo “Will Evil Prevail?“
Se in Europa dovesse scoppiare una guerra per la terza volta in 112 anni, il colpevole sarebbe già stato identificato: la Russia. Dal 2014, l’Europa e gli Stati Uniti sono impegnati in una guerra contro la Russia, finora limitata al territorio ucraino. Ma la situazione potrebbe presto cambiare
Nel marzo/aprile 2022, poche settimane dopo l’inizio dell’operazione speciale, la Russia aveva tentato di raggiungere un accordo con gli ucraini, quasi riuscendoci. Poi Boris Johnson era arrivato a Kiev come inviato della “Perfida Albione” e aveva salvato la guerra. La successiva grande controffensiva della NATO nell’estate del 2023 era miseramente fallito contro le fortificazioni russe: l’umiliazione della NATO era stata enorme, le perdite dell’Ucraina terribili. In totale, [ad oggi in Ucraina] si contano 2 milioni di morti e milioni di feriti, pari a quasi il 10% della popolazione del 2026. I russi hanno probabilmente subito circa 200.000 perdite; rispetto a una popolazione totale di 147 milioni, è un numero esiguo. Per le famiglie in lutto su entrambi i lati del fronte è una catastrofe
La volontà di vincere, la lealtà alla patria e la superiorità militare e strategica si riflettono, tra le altre cose, nel numero di volontari. In Russia, circa 1.200 volontari continuano ad arruolarsi per il fronte, ogni singolo giorno. La situazione in Ucraina è diametralmente opposta. I cacciatori di teste braccano i giovani come animali, provocando un aumento degli attacchi da parte della popolazione locale; persino le eroiche nonnette si ribellano a questa feccia, perché essere inviati al fronte in Ucraina significa morte certa o prigionia. Le truppe regolari sono state talmente decimate che le nuove reclute, catturate con la forza e sottoposte ad un corso accelerato di due settimane, muoiono o disertano
Dopo quattro anni di guerra, i media occidentali continuano a dipingere un quadro diverso, sebbene fatichino sempre più a suffragare con i fatti le loro previsioni propagandistiche di una “vittoria” ucraina e di un “collasso” russo. Eppure, questo “giornalismo” è ancora sufficiente a far colpo sui lettori più ingenu
La NATO sta intensificando una guerra nella quale, secondo la sua stessa versione, non è ufficialmente coinvolta, anche se la verità è ben diversa. A partire dal 2022, ha fornito prima artiglieria, poi carri armati, poi aerei da combattimento e missili e infine missili da crociera, il tutto nell’ambito di un pacchetto che includeva esperti in loco per la manutenzione, la programmazione e l’addestramento all’uso di queste armi
Secondo il Servizio di ricerca del Bundestag tedesco, la Germania aveva già abbandonato la “zona di non belligeranza” nel 2022, quando aveva iniziato ad addestrare i soldati ucraini all’uso delle armi fornite. Questa analisi e valutazione ufficiale risale a soli quattro anni fa e appare al lettore del 2026 come un documento prebellico
Da allora, innumerevoli linee rosse sono state oltrepassate, e già all’inizio di febbraio 2023, avevamo riflettuto su questo in “Sonnambuli al lavoro: la Terza Guerra Mondiale è probabilmente già iniziata“. L’escalation in tutta Europa ha recentemente raggiunto un punto tale che persino la leadership russa, che si sforza di trovare una soluzione diplomatica, non potrà più ignorare la realtà . I Paesi europei si stanno preparando a dislocare armi nucleari in Polonia e stanno producendo migliaia di droni – fabbricati fuori dall’Ucraina – capaci di raggiungere e danneggiare infrastrutture nel cuore della Russia. Il 22 maggio, la brutalità ha raggiunto un nuovo picco: a Luhansk, un dormitorio studentesco è stato attaccato da qualche decina di droni, di notte, mentre tutti gli studenti dormivano. Risultato: 21 studenti morti e decine di feriti. Le analogie con la guerra israeliana sono impressionanti. Inoltre, questi attacchi vengono evidentemente lanciati non solo dall’Ucraina, ma anche direttamente dagli Stati baltici. Come se non bastasse, in un’intervista rilasciata il 18 maggio alla “Neue Zürcher Zeitung” (NZZ), il ministro degli esteri lettone ha addirittura affermato che la NATO avrebbe i mezzi per “radere al suolo” le installazioni militari russe a Kaliningrad
Gli attacchi in corso non possono più essere definiti ucraini. L’Ucraina ora serve semplicemente da foglia di fico per la guerra aperta dell’Europa contro la Russia
L’Europa non ha più paura della guerra
Le escalation qui descritte derivano dall’erronea convinzione dell’Europa che la moderazione della Russia di fronte ad anni di provocazioni occidentali sia un segno di debolezza. Il fatto che gli europei interpretino in tal modo questa pazienza e questo desiderio di de-escalation non fa che aumentare il rischio di un conflitto su vasta scala. I russi hanno ottime ragioni per evitare un’altra guerra diretta con l’Europa. Nessun Paese, ad eccezione della Cina, aveva sofferto in modo così apocalittico durante la Seconda Guerra Mondiale come l’Unione Sovietica. Questa sofferenza è ancora onnipresente nella società russa odierna. Il presidente Putin lo sa, e un atteggiamento di de-escalation nei confronti della guerra è il segno distintivo di un presidente che rispetta e onora 27 milioni di vittime
Gli europei, d’altro canto, soprattutto i tedeschi, hanno completamente perso la paura della guerra, inclusa quella nucleare. Non si tratta di semplici supposizioni ma di fatti comprovati. Ad esempio, già nel maggio 2022, quando la corsa agli armamenti in Germania era in pieno svolgimento, Friedrich Merz aveva dichiarato di non temere una guerra nucleare. Mentre nel 2022 Merz era ancora all’opposizione, oggi questo scemo è Cancelliere. Chiunque non tema una guerra nucleare è uno scemo. I media tedeschi minimizzano questa affermazione, ma vedremo più avanti che il signor Merz intendeva sostanzialmente ciò che ha detto
Insieme a Starmer e Macron, l’ex cadetto della Bundeswehr sta conducendo l’Europa verso la guerra, con il pieno appoggio della von der Leyen e della Kallas, le quali sono evidentemente disposte ad inseguire la loro russofobia fino ad accettare la caduta dell’Europa occidentale
Ciò che queste signore e questi signori sembrano non riuscire a comprendere è che il presidente Putin, con la sua posizione conciliante e la sua buona volontà verso l’Europa, è tra i più pazienti. L’affermazione, ripetuta più volte in Occidente, secondo cui la Russia in generale e il presidente Putin in particolare sarebbero aggressori, non trova riscontro nei fatti. In Russia, almeno dal 2014, si discute intensamente sull’opportunità di adottare una linea più dura nei confronti dell’Europa. Numerose personalità influenti criticano la strategia diplomatica del Cremlino. Alla luce delle politiche irrazionali dell’Occidente, queste posizioni stanno guadagnando sempre più consensi e le proposte avanzate non si limitano affatto a note diplomatiche di protesta o ad una retorica più aggressiva. La Russia sta attualmente valutando se far rinsavire gli europei, ormai storditi dalla guerra, con la forza delle armi e il professor Karaganov, da anni, cerca di persuadere il Cremlino ad adottare una linea d’azione che preveda l’uso di armi nucleari contro l’Europa.