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  1. Dopo

    venerdì 1 maggio 2026

    l'esperienza dell'altro ieri sera, mi  è venuto in mente questo inizio del cantico del Purgatorio di Dante:

    omai la navicella del mio ingegno,
    che lascia dietro a sé mar sì crudele;

    e canterò di quel secondo regno
    dove l’umano spirito (*) si purga
    e di salire al ciel diventa degno.

    (*) che Dante mi perdoni, ma più che spirito, nel mio caso, io direi corpo umano. 

    Ed ora posso dire in tranquillità: "E quindi uscimmo a riveder le stelle". Per mia fortuna, anzi per nostra fortuna. Si torna alla consapevolezza che il non fare del male ad un altro essere non umano sia un mio scopo di vita. 

    Dante sei favoloso, e pensare che in gioventù non ti digerivo manco con l'alka seltzer. Vabbè a parte l'Inferno, troppo divertente. Essì la vecchiaia porta saggezza. Opinione inoppugnabile. 


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