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  1. Giovani, musicanti e disoccupati

    giovedì 12 marzo 2026


    Titolo - Giovani, musicanti e disoccupati : l'underground italico nel 2020 /
    Autore - Diego Alligatore
    Casa editrice - Arcana - Roma
    Anno di pubblicazione - 2021
    Pagine - 123
    Lingua - Italiano
    ISBN - 9788892770256
    Genere - Musica
    Riassunto - Underground italiano (a me ste parole inglesi fanno un poco ribrezzo. La lingua italiana è piena di espressioni bellissime: musica alternativa, musica indipendente, abbreviato indie)
    Personaggi - Musicisti
    Osservazioni - Non conoscevo nessuno tranne Filippo Cosentino che è delle mie parti (Alba in Piemonte) che sentii suonare anni fa, forse una decina, in una chiesa ma non ricordo quale. Non sono una grande frequentatrice di chiese. 😱
    Note - Ho ascoltato qualche  brano dei musicisti indicati sul libro su YouTube e devo dire sinceramente che sono belli ed interessanti e alcuni mi sono piaciuti.
    Un video l'ho pubblicato QUI in occasione dell'8 marzo la fatidica festa della donna, ormai diventata priva di significato e solo consumistica.
    Pagine significative
    Alla domanda: possibile fare il musicanti senza suonare dal vivo? 
    Herself così risponde
    Ho una visione scorretta della faccenda. Con la caduta economica dell'Italia e lo stato di semilibertà in cui ci hanno  precipitato, l' emergenza sanitaria non c'entra niente. Con il rischio epidemico ormai ridotto a zero, questo perenne coprifuoco c' entra poco o nulla. Si è voluto a tutti i costi rendere uno stato di emergenza, per sua natura passeggero - come sempre è accaduto nella storia - un'eccezione "permanente", in ossequio interessi economici altri. Detto questo, la mia vita civile ha subito uno stravolgimento verso il basso. Indignazione, problemi economici, frustrazione, come tutti. Da un punto di vista artistico, invece, non è cambiato nulla. Se l'arte è arte e non puro intrattenimento, o consenso spettacolare, non vive quasi di cornice istituzionale né tantomeno di sussidiarietà. Da che mondo è mondo, l'artista è povero, stop. Infatti non ho mai creduto in una carriera artistica. Per me vale il distico, ars gratis artis. Se poi vengono i soldi, tanto meglio. Per questo, ho sempre ricavato da vivere da lavori diversi. Dunque lungi da me andare a chiedere il sussidio a uno stato che alla fine della fiera ci vuole così poveri e questuanti.
    Certo il contatto live con le persone è tra musicisti, manca eccome. La possibilità di viaggiare portando in giro la propria cifra è un tesoro inestimabile, e che ci hanno tolto. Non potranno mai risarcirci. Cosa farò non lo so, sinceramente. Certo non mi adeguerò a questa idea securitaria di concertino in streaming come sistema, specialità da onanismo nerd. Preferisco sparire. C'è bisogno di sudore e corpi tesi, calore umano. Tutto il resto, a mio avviso, è merda di regime.

    Riflessione di Diego         15.06.2020
    Parole forti quelle di Herself, troppo forti secondo me. L'emergenza c'è stata, e credo sia stata affrontata nel modo corretto dalle istituzioni. L'allontanamento sociale, per quanto duro, è stato l'unico sistema per impedire al virus di diffondersi ancora di più. Detto questo, é evidente che il sistema da anni cerca di chiuderci davanti ad uno schermo, e che questo periodo abbia rappresentato un esperimento sociale per lui interessante. E non solo per lui (il sistema), ma per tutti noi. Vero anche che la musica ha subito un'altra forte bastonata. Personalmente credo da sempre nell'intervento dello stato in economia. I periodo come questi fondamentale. Come dopo il 1929 negli USA, servirebbe un new deal. Continuerò comunque ad apprezzare musicalmente Herself, nonostante queste nostre divergenze. Divergenze, ma anche no, forse... Se ci penso bene ha detto cose giuste al 99 per cento ( controllo sociale, un'emergenza che diventa norma, la spinta ai concertino sul web... tutto spingeverso una riorganizzazione capitalistica estrema, già avanzata nell' ultimo decennio, e ora aiutata dal Covid 19). 

    Conclusioni mie
    Mi ha fatto piacere che Diego si sia ripreso nel finale della sua riflessione. Un applauso per lui 👏

    Una interessante intervista trovata sul web:
    Namastè 🦋