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  1. L'airone di Orbetello

    venerdì 15 maggio 2026



    Autore - Ettore Masina
    Casa editrice - Soveria Mannelli : Rubbettino,
    Anno di pubblicazione - 2005
    Pagine - 265
    Lingua - Italiano
    ISBN - 8849812264
    Pagine significative 
    pag. 128
    22 febbraio 2002
    Bambini di Palestina.
    Da cinquant’anni, anzi da cinquantaquattro, noi ogni giorno ci alziamo, portiamo i bambini a scuola, andiamo al lavoro, ritorniamo a casa, mangiamo, ci abbandoniamo al sonno e intanto in Palestina muoiono ammazzati uomini, donne e bambini: 361 bambini uccisi dal settembre 2000, uno di 13 anni assassinato il 17 febbraio scorso, quasi ad impedire che vi illudessimo di una pausa di questa atroce contabilità. No, non è genocidio, i giuristi negano che si possa definirlo così. Allora diciamo: è uno stillicidio omicida, come se il tempo fosse segnato da una mostruosa gigantesca clessidra attraverso la quale passano, ma sempre più velocemente, non granelli di sabbia ma corpi di uccisi. Da cinquant’anni, anzi da cinquantaquattro, noi ci innamoriamo, sogniamo, preghiamo, frequentiamo concerti, organizziamo feste tra amici, ci commoviamo leggendo le pagine di grandi scrittori, tentiamo di scrivere poesie e di imparare nuove canzoni, e intanto uomini donne e bambini palestinesi continuano a morire ammazzati: uno dopo l’altro, o in stragi crudelissime, dietro le muraglia di una totale incapacità di reazione dell’opinione pubblica internazionale e di un’acquiescenza dei governi democratici che rimarranno una vergogna per la storia del nostro tempo. In questo mezzo secolo di martirio palestinese, nei tranquilli territori europei alcuni di noi sono giunti alla vecchiaia, altri hanno maturato la loro giovinezza, ed altri ancora sono nati, sono cresciuti, hanno imparato le tecniche per entrare in contatto con persone lontanissime da loro mentre a tre ore di aereo da noi, i Palestinesi continuavano a morire, in diverse maniere. Nei primi decenni dopo la seconda guerra mondiale ci sono state laggiù guerre terribili. Allora per qualche giorno o settimana, siamo stati costretti da orrendi rumori e visioni di massacri pensa al medio Oriente. Ma a quel sangue e a quelle morti abbiamo dedicato l’attenzione dolorosa o forse soltanto perplessa, che si presta ad eventi che sono atroci e disgustosi ma che, in fondo, non ci appartengono. Oppure è accaduto a non pochi di prendere posizione su quelle guerre, parteggia do per il piccolo moderno civile occidentale europeo Israele aggredito da una marea di arabi fanatici, straccioni e sporchi. Ricordo ancora sui parabrezza di molte automobilisti milanesi l’adesivo “io sono per Israele”. Poi le guerre si sono rivelate più che inutili, il piccolo Israele minacciato essendo in realtà un gigante fissato com’è sulle spalle degli stati uniti e difeso dalle armi dell’impero; e anzi qualcuno di noi ha capito che in quella faziosità filo-israeliana era contenuto un grano di razzismo. Franco Fornari, grande psicoanalista, ci ammoniva: concedere a Israele il diritto di comportarsi in modi che non si consentirebbero ad altri popoli significa pensare che esso è qualcosa di geneticamente diverso da noi. […]

    Namastè 🦋 

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