Mi giungono cattive notizie. Queste non si fermano mai manco di domenica. La Hoepli a quanto pare chiuderà i battenti, dimostrando quanto l'editoria e non solo siano in grave crisi.
La Hoepli me la indicò il mio amato amico Gigi. Lui, mi disse, comperava libri online ed io seguii il suo esempio durante la pandemia. E, nonostante tutto, i libri arrivavano puntuali.
Si chiude un'altra storia fatta di cultura.
Mi ricorda quella della libreria Comunardi di Torino sfrattata per far posto ad un supermercato. In pratica la pancia ha più importanza del cervello! E ovviamente rende di più a livello economico.
Cmq qui è stato risolto, per fortuna, con lo spostamento da via Bogino a via San Francesco da Paola.
Il problema di fondo rimane e si fa sempre più sentire soprattutto per le librerie indipendenti e per i lavoratori. Chi ne fa le spese sono sempre loro. Inutile ribadirlo.
Per non parlare della Casa del libro della Galleria subalpina, sempre a Torino. Noi studenti lo chiamavamo L'ebreo. Il perché non lo so di questo soprannome ma si potevano trovare libri scolastici a metà prezzo, il che negli anni 60/70 era più che valido, per i nostri genitori venuti dal sud.
RispondiEliminaOggi ha chiuso ma per fortuna si è installata negli stessi locali un'altra libreria.
Almeno questo.
Ricordo che noi figli del sud ci siedavamo sulle scale che portavano alla balconata superiore e facevamo "casino". Uscivano dai negozi della galleria delle persone che ci rimproveravano e noi ridendo ce ne andavamo a piantar "casino" nella piazza circostante, non ricordo il nome, ma c'era la biblio universitaria.
EliminaRicordi di gioventù che tornano alla mia memoria.